ottobre 2007

Numeri, malati, progetti. Passo dopo passo.


Famiglia iringa

   Pazienti nel reparto ortopedia

Il dott. Battocletti racconta. segue ... "

Fare numeri come medico in Africa è molto semplice, basta solo rimboccarsi le maniche e continuare strenuamente a lavorare ma non importa a nessuno questo risultato, forse nemmeno alla gente che ne ha bisogno estremo.
E’ la piccola variazione di anno in anno che dà la speranza,  forse stando dietro le quinte e cercando di dare una mano senza troppo farsi vedere; è la minima variazione in positivo prodotta dai medici locali che vale più della linea di crescita che sale improvvisamente in verticale dove è arrivato il mzungu, ovvero l’ospite straniero. Eppure ogni volta che apro un registro gestito dai colleghi africani ci metto due settimane a raccapezzarmi su dove sono, sulle cifre che mai tornano e sui numeri che non hanno senso. Ci si siede allora con pazienza e si rifà tutto da capo, per ogni giorno e mese di tutto l’anno, evidenziando i punti chiave del lavoro e magari ogni tanto ricordando, come ricatto, che meglio quadrano i conti e più aiuti possiamo avere per continuare meglio il lavoro. Si passa da un ufficio all’altro con fogli di carta stampati, con flash card che ormai scottano a forza di file scambiati e alla sera a casa, dopo aver detto dieci volte “ho tempo anche domani…” si fa la notte in piedi perché il desk office ormai ti ha messo con le spalle al muro e la deadline è già passata da due ore…

Il lavoro prosegue alacremente,  da Vicenza è sceso il dott. Oscar Banzato a controllare come procedono i progetti e abbiamo passato due settimane molto intense a ricontrollare tutto, a sederci a tavoli di lavoro e a incontrare tutto il personale dell’ospedale e politico della regione, fino a prendere contatti con la sede di Dar dell’Università di Medicina per avviare una collaborazione e scambio di studenti della Scuola di Specialità di Chirurgia e Ortopedia. Oscar non ha perso un minuto né un incontro mentre cercavo di dividermi inutilmente tra lavoro e pubbliche relazioni, che non amo proprio ma che sono assolutamente necessarie, sopratutto in Tanzania.

In sintesi credo che il progetto più importante che dovrebbe realizzarsi in tempi di sei mesi riguarda la ristrutturazione e il supporto medico al reparto di pediatria, attualmente fatiscente e con una qualità di livello curativo veramente bassa, troppo bassa per essere questo un ospedale di riferimento. Tantissimi piccoli pazienti si rivolgono al servizio ma ne ricevono ben poco dal punto di vista curativo, mamme e bimbi dormono in quattro per letto e troppo spesso non c’è ossigeno, aspiratori, sondini, farmaci ma c’è solo la paziente attesa che la natura faccia il suo corso, in bene o in male. E’ vergognoso da dirsi ma è la realtà e non ci posso fare nulla o ben poco, considerato che sostenere la chirurgia e l’ortopedia è già molto oneroso. Ma ci sono delle priorità e i bambini lo sono in maniera assoluta benché nella scala sociale tanzaniana rivestano il solito ruolo terziario. Speriamo, il progetto è in fase nascente ma i soldini per la ristrutturazione ci sono: io ho trovato una pediatra inglese, Clear, che vive qui e che appena le sue gemelline di 10 mesi saranno in grado di stare senza mamma ci ha promesso una collaborazione continuativa in ospedale, almeno tutte le mattine e per le consulenze nelle visite ambulatoriali. Speriamo.

In ottobre è arrivata una equipe di chirurghi plastici direttamente dall’università di Muenster in Germania capitanata dal Prof. Hubertus Tilkorn con altri due colleghi anestesisti, strumentisti di sala operatoria e con tutto il materiale necessario per eseguire interventi chirurgici in contesto africano. Appoggiati dalla missione di Ifunda dove vivono e lavorano una coppia di tedeschi che hanno fatto da tramite per l’organizzazione logistica il Prof. Ed i colleghi si sono organizzati per operare all’ospedale di Tosamaganga dove abbiamo allestito, nella nuova sala operatoria, due letti e tutte le attrezzature che erano state spedite dalla Germania. Un lavoro capillare è stato svolto all’interno delle missioni della zona rurale di Iringa in modo che tutti i villaggi venissero avvisati del loro arrivo. E’ stato necessario preparare dei volantini, ovviamente in lingua locale, con le immagini chiare delle patologie che potevano essere trattate (labbro leporino, ustioni, malformazioni varie) in modo da far arrivare il numero maggiore di pazienti, visto che la sosta lavorativa era condensata in due settimane. E sono arrivati in moltissimi fino dalla domenica precedente e di questi ne sono stati operati più di 60 per patologie gravi con risultati ovviamente eccellenti, visto lo spessore dell’equipe e dei mezzi che avevano a disposizione. Il loro progetto, Interplast, è portato in alcuni paesi dell’Africa e dell’America Latina con missioni brevi a seconda della disponibilità del personale medico disponibile. Mi ha positivamente impressionato l’umiltà e la serietà con cui hanno lavorato, nel pieno rispetto del lavoro mio e delle altre persone, senza farsi quasi notare o interferire con le altre attività dell’ospedale, anche se noi aspettavamo ovviamente con grande fervore il loro arrivo per poter riferire casi che a volte sono veramente troppo complessi per le capacità e i mezzi disponibili, benché a volte si debba affrontarli comunque perché non esistono valide alternative.
La stagione delle piogge è alle porte e tra qualche settimana tocca a noi, ci prepariamo per tornare in vacanza in Italia,  a rincontrare parenti e amici. E’ passato un altro anno."

 

Wednesday, Juni, 13, 2007

Sostenere l'Ospedale


La Clinica di Dubbo in Ethiopia e l'Ospedale di Iringa in Tanzania sono sostenute dai pagamenti dei pazienti e dalle raccolte di fondi dei donatori.

I nostri non sono progetti "SPOT" con obbiettivi da raggiungere in qualche mese e poi via. Il Cuamm è a Dubbo, a Iringa e in molte altre destinazioni difficili tutto l'anno, anno dopo anno, per intervenire, programmare, fare quel che è possibile fare. Il Dott. Battocletti ha seguito Dubbo in Ethiopia e ora è Iringa in Tanzania.

Il conto corrente bancario in cui potete versare qualunque somma per contribuire a risolvere la grave emergenza sanitaria della zona di Dubbo è intestato: Medici con l’Africa – CUAMM Sezione di Trento -Cassa Rurale di Pergine Valsugana- ABI 08178 CAB 35220 C/C bancario n. 49780
Causale versamento: Ospedale di Iringa - dott. Battocletti.

il conto corrente postale è il numero 27049303 intestato Medici con l’Africa – CUAMM causale versamento: Ospedale di Iringa - dott. Battocletti .

NUOVI NUMERI
Telefoni di Iringa in Tanzania

Iringa

Cellulare Mario   +255.757.855497 ,
Cellulare Miriam +255.757.855498 ,

Il numero privato di casa in Tanzania è +255.2.62703094

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