gennaio, 2006

" Conversazioni " novembre 2006


Attesa per servizio...

Dopo due mesi di interruzione siamo finalmente riusciti a ristabilire la connessione telefonica a Internet e vi aggiorniamo.
dopo la fine delle grandi piogge, quest’anno veramente intense ma ottime per i raccolti del teff e del grano nel Wolayta a fine settembre siamo stati invitati alla grande cerimonia etiope del Meskel ovvero il giorno del ritrovamento della vera croce, come da tradizione millenaria. Le piogge hanno tenuto e tengono fino ad oggi fortunatamente lontana la pandemia di malaria verificatasi lo scorso anno con numero dei casi nettamente ridotto, anche se la malattia, soprattutto nei bambini e per il solito problema del ritardo diagnostico, rimane il problema principale da gestire. Da settembre è perfettamente in funzione l’ambulatorio di counselling ( = consulto, il nostro consultorio) per le persone sospette di essere affette da AIDS con un colloquio preliminare informativo tenuto da un infermiere specializzato, successivo test per HIV ed eventuale distribuzione della terapia antiretrovirale.
L’ambulatorio, ricavato in uno dei pochi spazi rimasti ormai liberi, è stato preparato con la collaborazione della John Hopkins University che ci ha fornito anche un corso avanzato di preparazione per medici e personale infermieristico. La cosa più importante è gestire con particolare attenzione e con confidenza i dati relativi al paziente (privacy) per non stigmatizzare la persona davanti ai propri cari o al villaggio di appartenenza, con conseguenze disastrose, soprattutto per le donne. Nei primi mesi abbiamo testato quasi 250 persone di cui 67 si sono dovute avvalere della terapia antiretrovirale e verranno ora seguite presso l’ambulatorio. C’è ancora comunque parecchia diffidenza nel rivolgersi all’operatore per fare il test perché fortunatamente la malattia non si è ancora manifestata in tutta la sua devastazione nella nostra zona e la gente non si rende purtroppo conto della portata del fenomeno (le infezioni sono relativamente recenti in Wolayta e considerato il periodo di latenza tra infezione e comparsa dei primi sintomi della malattia o malattia conclamata ci vorrà ancora qualche anno per vedere numerosi casi di AIDS conclamata).



Il sostegno della NGO americana IMC per la malnutrizione sul territorio è purtroppo cessato in questi mesi e l’organizzazione si è spostata in un’altra zona carente, a nord del Paese. Fortunatamente i responsabili stanno ancora garantendoci il supporto economico e i preparati nutrizionali per curare i bambini malnutriti che accorrono ancora numerosi in ospedale: il reparto di 12 posti letto ultimato a maggio è sempre pieno.

Sul fronte della chirurgia riabilitativa continuano incessanti gli interventi chirurgici per il piede torto, deformità e osteomieliti ed il dottor Sisay Dibaba sembra cominciare a prendere confidenza con le varie tecniche chirurgiche; abbiamo lavorato fianco a fianco per parecchie settimane; gli ortopedici in Etiopia purtroppo sono solo 14 e molti di loro lavorano in capitale.

I primi giorni di novembre inoltre ho avuto l’opportunità di frequentare per una settimana il Fistula Hospital di Addis Ababa, articolare realtà ospedaliera unica nel Paese dove vengono trattati i casi di fistole vescico-vaginali nelle donne con parto complicato, purtroppo numerosissime in Africa. Ho vissuto una settimana in un’oasi di serenità e tranquillità dove al primo posto c’era il rispetto assoluto per le pazienti, la loro terapia chirurgica e quindi riabilitativa, contornata, in una struttura ben attrezzata, da varie attività di sostegno ed educazione.


Ancora un nuovo orfano in casa per alcune settimane a settembre, per morte di emorragia della madre dopo il parto in casa del secondo gemello. Purtroppo già a poche settimane la bimba, battezzata Elisa da Laura, si è ammalata di malaria ed è deceduta per le complicanze della malattia dopo due mesi.

Poalo ha iniziato intanto la scuola, la prima elementare e la sua maestra per ora è la mamma, non essendoci alcuna struttura fino ad Addis dove si parla almeno l’inglese. I progressi quotidiani sono ottimi e speriamo che l’insegnante sia pronta a soddisfare le numerose domande dell’allievo. Restano costanti i collegamenti con le insegnanti di Mezzolombardo che ci supportano ogni settimana con l’invio di programmi e materiali.

posted by Dottor Mario Battocletti @ 23:11 PM 

Wednesday, Juni, 15, 2005

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