febbraio, 2008

Le protagoniste

 

Mostra mercato in tanzania

chirurgia

FEBBRAIO 2008

Ora le ragazze con Miriam sono in sei e tutte abbastanza esperte per lavorare da sole, almeno per quel che riguarda le fasi prettamente pratiche del batik: cucire le stoffe, applicare la cera, preparare la tintura secondo una formula di nostra invenzione che ha “standardizzato” le dosi dei vari materiali impiegati (una misura precisa di colore a metro quadro e una misura di acqua corrispondente, una temperatura e un tempo  controllati…visto che sulle confezioni artigianali di colore non c’è alcuna istruzione per l’uso). Questo proprio per rendere le ragazze più autonome possibili in ogni fase e per migliorare la qualità dei prodotti. I disegni sono ancora una mia esclusiva e del resto se insegnare operazioni manuali e ripetitive è abbastanza facile, insegnare a disegnare è una cosa che richiede più tempo, pazienza, attitudine. C’è una scuola d’arte in una località vicino a Dar es Salaam (scuola d’arte di Bagamojo) che educa artisti di vari livelli, ed è l’unico vivaio dove trovare chi sappia disegnare.

 

stage e scuole


GENNAIO 2008

Lo scopo principale del mio lavoro con le donne africane ed i Batik è quello di rendele più atonome. Insegnare tecniche, mestiere, creatività per permettere loro di avere un lavoro libero e dignitoso.

Purtroppo questi obiettivi non sono facili da raggiungere anche perchè il livello delle scuole governative da cui provengono sembra basso ed oltre a fornire una preparazione molto povera, non sviluppa ma anzi tarpa completamente le ali a chi  abbia un minimo di spirito di iniziativa e di curiosità.
Il sistema educativo prevede che l’allievo impari tutto a memoria senza chiedersi il perché delle cose, è vietato chiedere, è vietato avere dubbi, è vietato non capire, è vietato sbagliare, pena una severissima punizione. Potete immaginare come escono da queste scuole gli alunni: incapaci di porsi domande, di risolvere problemi, poveri di autonoma iniziativa e sirito di libertà.
E’ vero che spesso ci sono 50 bambini in una classe e che qui la disciplina ferrea è l’unica maniera per tenerli a bada, ma è impressionante vedere la trasformazione di un bambino dall’età di tre anni, nella quale ti guarda in faccia spigliato e con curiosità, all’età di sette, otto, o dieci anni, quando il rapporto con l’adulto è fatto di inchini reverenziali, mutismo, occhi vergognosamente abbassati, voce flebile e timorosa.
Potete immaginare con quali difficoltà mi confronto con le mie "ragazze" quando facciamo gli stages o quando affido loro compiti in autonomia.

Ma questa, capitemi, è la vera storia dei Batik...

Grazie a tutti Miriam.

 

 

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una linea per la casa !

ottobre 2007

 

Cari amici abbiamo finalmente un elenco di quello che stiamo facendo.
Se premete qui potete scaricare il file PDF dei nostri lavori.

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Le nostre presentatrici con qualche vestitino

SETTEMBRE 2008


Le nostre presentatrici con qualche vestitino che facciamo da soli !

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presentazione dei colori ai bambini

Luglio, 2007

 

Cari amici vi presento qualche foto un po’ più grande, sperando che possiate farvi un idea più precisa del tipo di lavoro che sto seguendo negli ultimi mesi.

Dopo aver lavorato con Claudio e Shedy (un ragazzo masai) per qualche mese che mi è stato di grande aiuto per “avviarmi” e considerato che loro due lavorano bene ed autonomamente ho pensato di insegnare questa tecnica ad alcune donne di Iringa e dintorni .

Con queste donne abbiamo cominciato a fare nuove cose, vestitini per bambine, copriletti, lenzuola con federe, tende, centritavola, tasche portaoggetti da appendere, gonne… e con la macchina da cucire che abbiamo comprato possiamo produrre e rifinire direttamente i diversi articoli. Abbiamo perfino una brochure e una specie di “etichetta” che si chiama “occhi per l’africa” con l’indirizzo del sito e la mail.Attualmente stiamo lavorando tanto, forse potrà lavorare con noi anche un’altra donna ancora per rispondere a tutte le richieste, oggi abbiamo cominciato a preparare i copriletti per un Lodge nella Selous Riserve e abbiamo già molti clienti qui in Tanzania.

La mia idea è quella di rendere il più possibile autonome queste donne per assicurare loro un lavoro di qualità. Il ricavato della vendita dei batik ci permette di comprare tutti i materiali e pagare un buon stipendio mensile a queste ragazze che lavorano solo al mattino e il pomeriggio possono stare con i loro bambini (come me!). Sto organizzando anche degli “stages” per persone che vogliono imparare la tecnica del batik per poi insegnare a loro volta. Una di queste è una canadese (marito medico e tre bambini) che gestirà un orfanotrofio a Mufindi a un centinaio di chilometri da Iringa.Mi piace anche nominare le “mie” donne, con le foto del laboratorio delle ragazze (tutto nuovo!). Ora siamo in 5 con una specie di contratto privato di formazione per alcuni mesi, ed io sto prendendo lezioni di swahili per cui riesco a comunicare almeno un po’ con loro. Quattro sono mamme, Venusta, Eda, Gemma e Nehema, le ho “reclutate” chiedendo in giro alle suore e ad altre persone se conoscevano qualcuna che avesse bisogno di lavorare. La quarta (Jovina) è una ragazza che ha fatto la scuola di sarta ed è esperta.

Confermo che lavorare con le donne è  molto gratificante, attualmente stanno imparando ad essere autonome su quasi tutte le fasi del batik e sono molto contente di imparare.

Grazie come sempre e a presto!
Miriam

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bagno di colore

Giugno, 2007

Abbiamo partecipato alla fiera dell'artigianato di Makutano e tutto è andato molto bene oltre le nostre previsioni.

Le cose sono così avanti che sono già in grado di avviare un nuovo progetto indipendente con un nuovo gruppo di ragazze tanzane (due mamme e una ragazza) in un laboratorio che questa volta seguo io direttamente.

Per ora si lavora da me e con queste tre ragazze e sto insegnando loro a fare i batik.
La prossima spesa sarà una macchina da cucire con la quale confezionare direttamente le tovaglie, le lenzuola, i pareo, le tende e le altre cose che vorremo realizzare. Ho individuato le ragazze chiedendo alle suore della Consolata in base al bisogno e adesso stiamo valutando come va il lavoro prima di prendere qualcun altra, in ogni caso lavorare con queste donne è un esperienza unica e io sono molto contenta…

Insomma molto bene, si va avanti, siamo soddisfatti e Vi faro' sapere di come vanno avanti le cose.

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Se qualcuno fosse interessato a qualche creazione in batik può scrivermi : miriam@occhiperlafrica.org

Grazie.