Febbraio 2007

Un altro impegno in terra d'Africa


Famiglia iringa

I figli del dott. Battocletti e un amico

Il dott. Battocletti ci racconta. "Carissimi, siamo qui, nella nuova realtà africana di Iringa In Tanzania. Siamo arrivati bene e il primo pensiero mio e di Miriam, sempre molto attenta ai bimbi, è stato curare le nuove amicizie che piano piano stiamo costruendo qui in Tanzania. A dire il vero sono numerose le persone che sono gia’ venute a trovarci e vicino a casa abbiamo anche molti europei che lavorano qui in zona (chi per volontariato, chi per business..).
Paolo dovrebbe iniziare questa settimana la scuola internazionale, ha imparato finalmente ad andare in bicicletta perche’ il cortile d’asfalto della casa gli consente finalmente di provare con calma. Laura lo segue a ruota con la sua biciclettina con le rotelle mentre Davide, complice una caduta nei primi giorni, ha per ora abbandonato l’idea di muoversi sulle due ruote. Lo spazio non manca e quindi, oltre ad aver stretto amicizia con Junio, il figlio del guardiano Thomas, i ragazzi sono sempre all’aperto. Le piogge a dire il vero non sono mancate nei primi giorni, a rinforzare ulteriormente una stagione che ha fatto molti danni ai raccolti allagando quasi tutta la pianura sotto la citta’. Ma loro sfidano anche le intemperie e spesso dobbiamo recuperarli mentre si divertono a farsi la doccia sotto le grondaie bucate... C’e’ qui vicino un bellissimo asilo gestito dalle suore della Consolata e nei prossimi giorni almeno Laura ci andra’ accompagnata dalla sua mamma per vedere come sara’ all’inizio: attiguo all’asilo c’e’ un laboratorio, gestito sempre dalle suore dove numerose ragazze vengono addestrate a confezionare la pasta all’italiana, tortellini, gnocchi, lasagne e torte e nel quale si possono acquistare molti cibi.
I padri della Consolata, in un compound vicino alle suore, hanno una fornita officina a cui ci rivolgiamo per qualsiasi necessita’ per i mezzi e la casa (qualche tubo dell’acqua si e’ gia’ rotto..)."

Almeno in questo la situazione di Iringa è diversa di quella di Dubbo e ci fa piacere cominciare le pagine dalla Tanzania della famiglia Battocletti con queste note positive. Questa sarebbe l'Africa degli elefanti e dei safari, delle escursioni sul Kilimangiaro delle giovani elites inglesi, delle spiagge per i vacanzieri... Per il dott. Mario è come sempre l'Africa in cui si impegna tutta la famiglia per fare cose concrete, l'Africa dei malati  abbandonati e trascurati, dell' AIDS, delle malformazioni trascurate.

Tantissimi auguri di buon lavoro da tutti gli amici sostenitori.


Febbraio 11, 2007

Ospedale regionale di Iringa - Tanzania -


Rossella Peruzzi
        Bambini ricoverati a Iringa

L’ospedale governativo di Iringa si trova a poche centinaia di metri dalla nostra casa ed e’ una struttura abbastanza recente con circa 400 posti letto. Dovrebbe essere un così detto ospedale di Riferimento in cui i piu’ piccoli ospedali missionari della zona (di cui 4 sono supportati da progetti dei medici con l’Africa CUAMM nel così detto “Progetto 4 aree”) riferiscono appunto i casi piu’ complessi. In realta’ la struttura non ha nemmeno i requisiti minimi per svolgere attivita’ per la popolazione della citta’ e prima periferia: da circa 2 anni e’ quindi attivo un progetto portato avanti dalla Regione Veneto ed in particolare dall’Ospedale s. Bortolo di Vicenza per supportare le attivita’ dell’ospedale.
In primis e’ stato ristrutturato il fatiscente blocco operatorio con risanamento degli stabili, quindi riattrezzato con le sale operatorie con i macchinari di base per anestesia, chirurgia, ginecologia ed ortopedia. E’ stata inoltre preparata una moderna centrale di sterilizzazione che serve tutto l’ospedale e quindi inviati a turno di alcuni mesi alcuni medici chirurghi di Vicenza per sostenere l’intensa attivita’. Fin dalle prime ore del mattino centinaia di persone attendono l’apertura dei cancelli, con bambini, cesti pieni di cibo, vestiti di ricambio per i malati. Il dipsrtimento per gli outpatients e’ gremito di persone che attendono con pazienza il turno per la visita o per la dispensazione dei farmaci. C’e’ un reparto per la pediatria molto sporco e tenuto male, sul quale prossimamente e’ necessario darsi da fare per apportare migliorie: un grande reparto di maternita’ (qui , a dispetto del 2% dell’Etiopia, piu’ del 35% delle donne partorisce in ospedale), il reparto di medicina dove piu’ del 50% dei pazienti sono affetti da AIDS conclamata o in fase terminale. E poi la chirurgia generale con il neo annesso reparto di ortopedia. Ci sono inoltre servizi come la psichiatria, oculistica con la possibilita’ di interventi di cataratta, uno studio dentistico per riparazioni ed estrazioni e una fisioterapia di base: all’esterno vi e’ un grande stabile per accogliere le gravide in attesa di parto, costruito dal CUAMM e ceduto ora in gestione all’ospedale (con i relativi problemi di manutenzione locale, lasciata un po’ andare). Medici con l’Africa CUAMM sta ora preparando un secondo stabile per accogliere i malati di AIDS (sopratutto donne e bambini) riferiti dalle periferie che hanno bisogno di cure e sollievo per questa terribile piaga che sta affliggendo tutta l’Africa ma la Tanzania in particolare: in certe aree rurali qui vicino si stima infetta piu’ del 35% della popolazione.
Da Ikonda, una missione a circa 4 ore di strada da qui si sta inoltre trasferendo la scuola per tecnici di laboratorio che verra’ integrata nei locali dell’ospedale, in fase di rinnovo (sempre con sponsor la Regione Veneto) e gestita da padre Dutto della Consolata, un illustre biologo locale che da anni si sta occupando di formazione di laboratori e che ora e’ stato riconosciuto ed integrato nell’Universita’ Tanzaniana di Iringa, dove a settembre verra’ trasferita la sede.

 

Ospedale Tanzania

  Il dottor Kosuma in sala operatoria

Reparto di Chirurgia generale

Il reparto conta circa 40 posti letto disponibili, suddivisi tra chirurgia generale ed ortopedia. Il primario e’ il dottor Koshuma con cui hanno collaborato gia’ alcuni medici italiani nella prima fase del progetto. E’ aiutato da un Clinical Officer, il dr. Charles che dovra’ affiancarmi in questa prima fase per allestire la sala gessi, preparare la sala operatoria (che abbiamo gia’ sistemato dal punto di vista tecnico con Roberto Andriolo, tecnico di radiologia in pensione che si occupa di allestire i macchinari vari negli ospedali in paesi in via di sviluppo) con le strumentazioni adeguate e ovviamente cercare di imparare il lavoro: sara’ infatti lui che si occupera’, si spera, di portare avanti l’ortopedia.
C’e’ inoltre un bilocale, a dire il vero molto angusto, in cui e’ possibile fare la fisioterapia di base e un obiettivo e’ anche quello di rendere tale servizio piu’ funzionale, trasportandolo in uno stabile piu’ adeguato e renderlo accessibile a tutti i pazienti esterni provenienti dalla regione.
Il lavoro in questi giorni e’ ovviamente intenso, un solo chirurgo con un clinical officer non sono assolutamente sufficienti a sostenere l’intenso lavoro tenuto conto anche delle turnazioni notturne e dei fine settimana. Abbiamo inoltre organizzato l’ambulatorio per le visite esterne ma anche qui e’ necessario venire affiancati almeno da due infermieri a cui fare eseguire un “training on the job”, ovvero un corso accelerato durante l’attivita’ lavorativa affinche’ si rendano al piu’ presto autonomi almeno per la preparazione di apparecchi gessati.



Dicembre 2006

Medici con l’Africa – CUAMM in RAI a Uno Mattina



rICHIEDE FLASH 8 INSTALLATO

Febbraio, 2007

Il dott. Mario e famiglia sono in Tanzania.

Dintorni di Dubbo

Eccoci arrivati da alcune settimane ad Iringa, dopo 450 km di viaggio attraverso I suggestivi paesaggi del parco nazionale del Mikumi dove, gia, lungo il percorso, abbiamo incontrato elefanti e giraffe a sbarrarci la strada, gazzelle e gruppi di babbuini alla ricerca di cibo. Lungo la Tanzam si arriva quindi ad incontrare la parte meridionale della Tanzania il cui primo insediamento e’ proprio la citta’ di Iringa. La città sorge su un altipiano a 1600 mt, al centro di una regione con colline aspre e di scarsa vegetazione, disseminate di massi granitici erosi dal tempo e ricoperti da foresta antica. Attorno alla citta’ dispersi sulle colline vi sono ancora i siti d’importanza storica della lunga e per molti anni riuscita resistenza contro i colonialisti tedeschi alla fine del XIX secolo. Gli abitanti della regione, censiti nel 2001 in 490.000 sono disseminati in vari villaggi e sono di etnia bantu mentre in citta’ transitano i pastori nomadi Masai, che utilizzano le strutture ospedaliere del governo o missionarie per curarsi.

iringa

La citta’ e’ sovrastata da una enorme roccia granitica dalla sfumatura ferrosa arancione, caratteristica della zona, chiamata Gangilonga Rock, dove si dice che il capo Mkawa della tribu’ locale degli Hehe (la grande e potente tribu’ che riuniva alla fine dell’800 tutte le etnie della regione) venisse a meditare. Alla fine di tale secolo egli sconfisse la guarnigione tedesca insediatasi proprio ad Iringa e qui persero la vita, nelle battaglie per respingere l’occupazione, moltii giovani africani e soldati ed ufficiali tedeschi.Tanzania elefanti
La nostra abitazione e’ situata proprio sotto questa enorme roccia che in lingua kihehe significa “pietra parlante” e allude a una leggenda secondo la quale il fischio emesso dal vento che la sera soffia nella sua direzione fosse stato interpretato come voce e consiglio dal capo Mkawa. La lingua parlata dalla gente e’ il kiswahili, comune ormai a molte regioni della africa dell’est anche se molte persone parlano inglese, altra lingua ufficiale dello stato tanzanense.


Guarda la mappa di Iringa in Tanzania sulle pagine di Google.

Febbraio, 11, 2007

Appunti di storia della Tanzania

tanzania

Nella seconda meta’ del secolo XIX le regioni interne della Tanzania attraversarono un periodo di grande caos. Le incursioni dei mercanti arabi di schiavi provenienti dalla costa avevano rotto l’equilibrio tra le varie tribu’ e clan, mentre le invasioni della tribu’ belligerante degli Ngoni a sud del paese aveva portato ulteriore scompiglio e dato impulso a molte migrazioni di massa. Tale clima di incertezza si rivelo’ favorevole per leader opportunisti come capo Mirambo degli nyamwezi che conquistarono i loro imperi personali. Un altro leader che emerse trionfante fu il figlio di un capo della tribu’ Hehe chiamato Mkwawa Mwamniyika (“conquistatore di molte terre”). Egli era assai ambizioso ed il suo carattere si dimostro’ particolarmente adatto al periodo storico-sociale che il paese stava attraversando. Nel 1889 egli era gia’ il capo indiscusso degli Hehe che aveva trasformato nella tribu’ piu’ potente della regione, grazie all’unificazione, raggiunta con la forza o la diplomazia, di oltre cento clan e tribu’ minori. Fu la sua organizzazione militare che gli consenti’ di fermare l’inesorabile avanzata verso sud dei guerrieri Masai.
Mkwawa divenne anche una minaccia per per il controllo arabo sulle lucrative rotte carovaniere degli schiavi e dell’avorio che attraversavano il suo territorio, anche se il declino del potere arabo significo’ la resa dei conti non tanto nei confronti dei sultani di Zanzibar, l’isola adiacente alla Tanzania in cui gli schiavi venivano confinati in attesa di deportazione, quanto contro la macchina da guerra dei coloni tedeschi. In un primo momento Mkwawa tento’ di venire a patto con i tedeschi ma davanti al loro rifiuto si venne alle armi. Il 17 agosto del 1891, un anno dopo l’insediamento delle truppe germaniche ad Iringa, le truppe del capo Mkwawa circondarono e fecero cadere in un’imboscata le truppe tedesche nella zona d est della citta’, uccidendo circa 500 soldati e si impadronirono di una grande quantitativo’ di armi da fuoco e munizioni. Ritiratosi nella zona di Tosamganga egli si organizzo’ in una speci di citta’ fortificata e forte del supporto di tutta la popolazione resistette ai contrattacchi per quattro anni fino a quando il 30 ottobre del 1894 i tedeschi guidati da Tom von Prince accerchiarono e conquistarono l’insediamento sequestrando tutte le ricchezze del sovrano. Fuggito nelle foreste Mkwawa riusci’ per alcuni anni ad organizzare la guerriglia contro i coloni finche’ non fu tradito, catturato, e durante la prigionia si tolse la vita. Il suo cranio fu addirittura mandato a Berlino (e poi restituito al governo tanzanense) come prova della vittoria in una zona difficilissima per la colonizzazione tedesca. La successiva pace fu comunque di breve durata: sette anni piu’ tardi scoppio’ l’insurrezione della tribu’ Maji Maji e due anni dopo i tedeschi furono costretti alla resa.

La Tanzania in breve dal sito ufficiale del Governo

posted by Medici con l'Africa @ 10.11 AM  

dicembre 2006

Miriam, racconta una storia d'Ethiopia

Miriam e la piccola Sall

Guardo dalla finestra attraverso la zanzariera verde e intravedo i tetti dell’ospedale, in questo anno e mezzo ho guardato centinaia di volte in quella direzione aspettando di scorgere Mario che torna dalla sala operatoria per stare un po’ con me e con i bambini.

Siamo in Wolayta, una vasta regione a Sud dell’Etiopia, in una zona rurale sovrappopolata e poverissima, molto lontani dalla prima città che si possa definire tale. Mio marito Mario è chirurgo e medical director dell’ospedale di Dubbo, io non sono medico, sono qui con i nostri tre bambini di sei, quattro e due anni per vivere insieme a lui questa esperienza, per aiutarlo nelle innumerevoli difficoltà che incontra ogni giorno. Mi chiedo spesso quale è il mio ruolo: quando si parte per l’Africa si vorrebbe sempre avere qualche cosa da fare, si vorrebbe concretamente avere un lavoro da svolgere. Per chi non lavora in campo medico o per chi non ha un preciso obbiettivo da raggiungere è davvero difficile sentirsi realizzati, utili e “al proprio posto”. Ogni tanto mi chiedo se sono qui unicamente per fare la moglie, la mamma e la maestra di mio figlio o se c’è qualche altro progetto per me, ma alla fine le incombenze quotidiane mi fanno vivere in tutta semplicità tra la preparazione del pane e quella della lezione di matematica.   (segue)

MARZO 2007

Miriam e i colori della Tanzania

La creazione dei Batik

Durante un viaggio all’orfanotrofio di Nzihi ci è capitato di conoscere Claudio e suo figlio Luigi e con mia grande sorpresa scopro che è un restauratore diplomato all’ICR di Roma che ha lavorato per il  Museo Nazionale di Zanzibar per molti anni, restaurando tutti i dipinti su tela del museo. Li accompagniamo a casa e siamo ben felici di vedere che abitano vicinissimi a noi, nella strada accanto alla nostra sempre nella zona di Ganghilonga ad Iringa. Mi invita il giorno dopo a vedere i lavori in batik che realizza insieme ad alcuni ragazzi masai e nasce così l’idea di lavorare con loro per aiutarli a creare questi bellissimi tessuti. La tecnica del batik per la colorazione e la decorazione dei tessuti naturali è conosciuta e usata in Africa fino dall’antichità e quella realizzata da questi ragazzi Masai è quella  tradizionale a cera calda. Le stoffe vengono dipinte a semplici motivi ornamentali con la cera calda che raffreddandosi impregna le fibre del tessuto impermeabilizzando la zona dipinta, successivamente si procede con la tintura delle stoffe immergendole in un bagno di colori per batik.

Guarda le fasi della creazione                              Ultimo minuto...

Wednesday, Juni, 15, 2005

Dottor Mario:  perché io e Miriam siamo qui

Foto Ospedale


La nostra decisione nasce da un mio desiderio, dopo essere sato in Tanzania nel 1987 da studente di medicina. Miriam ha subito condiviso la scelta che si è dovuta concretizzare nel tempo attraverso le varie vicissitudini e forse casualità della nostra vita. Il percorso ha visto una prima tappa nell'esperienza in Uganda presso il Mengo Hospital di Kampala e le giornate vissute con Fulvio e Babette Franceschi, lui chirurgo ortopedico e lei economista, cooperanti in Africa da molti anni. Loro hanno 4 figli e ci hanno fatto da specchio: abbiamo toccato con mano che era possibile, abbiamo conosciuto molte famiglie espatriate con cui ci siamo confrontati.
Quello che ci ha poi fatto prendere la prima decisione di partire per l'Ethiopia e ci ha permesso di dare forma al nostro progetto è stato il percorso intensivo e tecnicamente molto esaustivo fatto con il corso di formazione dei "Medici con l'Africa - CUAMM ".
La permanenza in Ethiopia nel 2005/2006 presso l'ospedale di Dubbo, la profondità dell'esperienza, l'incoraggiamento di tutti i nostri sostenitori in Trentino ed in tutta Italia, ci hanno spinto ad accettare un nuovo impegno in Tanzania nella zona di Iringa.
I risultati raggiunti nell'intervento di organizzazione dell'ospedale di Dubbo e più in generale nell'aiuto sanitario che è stato possibile dare alle popolazioni etiopi del Bolosso Sore ci fanno ben sperare per le nuove difficoltà che stiamo ora affrontando a Iringa.

Venite a trovarci in Africa

bambini
Un viaggio importante che non è una vacanza.
Un viaggio per chi vuole avvicinarsi a prezzo di sacrificio, impegno di aiuto, autonomia finanziaria e operativa. Noi possiamo aiutare con le indicazioni fondamentali sul come comportarsi, come vestire, cosa portare, come eventualmente vaccinarsi. In luogo è possibile trovare, con spesa moderata, una guida che vi accompagnerà, se lo vorrete, dall'arrivo all'aeroporto fino al vostro ritorno.

Sarete ben accetti se avvisate in tempo ed in particolare per l'aiuto in quello che sapete fare: attività sanitarie, attività tecniche, aiuto finanziario, ecc...

Scrivete a miriam@occhiperlafrica.org per saperne di più.

Noi crediamo che anche una breve esperienza diretta, diversa dal solito turismo passivo, possa aiutarci tutti a capire meglio come migliorare davvero e in modo duraturo la condizione sanitaria delle popolazioni che gravitano sull'area di Iringa.

Informazioni in Italia

Referente in Italia: Claudia Paternoster  Telefono: 348/7438606
Scrivete a Claudia:  claudia@occhiperlafrica.org

Wednesday, Juni, 15, 2006

Alcuni, tra i tanti che sostengono Medici con l'Africa CUAMM..


Guarda la foto in grande

Paola e Francesca, due ragazze di Fondo ( Valle di Non - Trentino -), sono state presenti tutti i sabati e le domeniche d'estate presso l'Hotel Falchetto (loc. Regole di Malosco), con un piccolo mercatino delle pulci ideato, voluto e allestito da loro.
L'obiettivo prefissato è stato di raggiungere la quota di mille euro da destinare all'Ospedale di Dubbo (Ethiopia).
Con costanza e determinazione hanno dedocato i loro fine settimana a questa causa vendendo piccoli oggetti raccolti da parenti e amici. Erano anche presenti al mercatino delle pulci che si è svolto domenica 13 agosto insieme ad Alberto e Giacomo e hanno allestito il loro mercatino anche a Pradastagn, domenica 20 agosto in occasione della "Festa dell'aria".
Aiuti ed impegno concreti. Grazie a loro e a tutti quelli ce le hanno incoraggiate ed aiutate a nome di tutta l'equipe e dei nostri pazienti.


          Mercatino delle pulci 13 agosto in Valle di Non

All'interno del grande mercatino delle pulci che si è svolto a Malosco lungo il viale Belvedere e in Piazza Erspamer il 13 agosto 2006, una bancarelle era dedicata a "Medici con l'Africa - Cuamm" e all'Ospedale di Dubbo, con la vendita di oggetti usati e di magliette del Medici con l’Africa – CUAMM. Come sempre anche grazie al lavoro di Claudio e Alessandra sono stati raccolti altri mille euro che verranno devoluti direttamente all'Ospedale di Dubbo per le gravide e i bambini sotto i cinque anni di età . La bancarella è presente anche al mercatino delle pulci di domenica 3 settembre 2006.


posted by Dr. Mario Battocletti @ 19.30:00 PM

Wednesday, Juni, 15, 2006

Scriveteci

Aspettiamo le vostre e-mail. Chiedeteci notizie di noi e della gente di qua, mandateci notizie di voi. Cerchiamo sempre di rispondere a tutti appena possibile.


L'indirizzo e-mail del dr.Mario  è: mario@occhiperlafrica.org
L'indirizzo e-mail di   Miriam    è: miriam@occhiperlafrica.org

posted by Dr. Mario Battocletti @ 9:00 PM

Wednesday, Juni, 15, 2006

Sostenere l'Ospedale


La Clinica di Dubbo in Ethiopia e l'Ospedale di Iringa in Tanzania sono sostenute dai pagamenti dei pazienti e dalle raccolte di fondi dei donatori.

I nostri non sono progetti "SPOT" con obbiettivi da raggiungere in qualche mese e poi via. Il Cuamm è a Dubbo, a Iringa e in molte altre destinazioni difficili tutto l'anno, anno dopo anno, per intervenire, programmare, fare quel che è possibile fare. Il Dott. Battocletti ha seguito Dubbo in Ethiopia e ora è Iringa in Tanzania.

Il conto corrente bancario in cui potete versare qualunque somma per contribuire a risolvere la grave emergenza sanitaria della zona di Dubbo è intestato: Medici con l’Africa – CUAMM Sezione di Trento -Cassa Rurale di Pergine Valsugana- ABI 08178 CAB 35220 C/C bancario n. 49780
Causale versamento: Ospedale di Iringa - dott. Battocletti.

il conto corrente postale è il numero 27049303 intestato Medici con l’Africa – CUAMM causale versamento: Ospedale di Iringa - dott. Battocletti .

NUOVI NUMERI
Telefoni di Iringa in Tanzania

Iringa

Cellulare Mario   +255.757.855497 ,
Cellulare Miriam +255.757.855498 ,

Il numero privato di casa in Tanzania è +255.2.62703094

E-MAIL mario@occhiperlafrica.org

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