July, 2005

Siamo finalmente operativi Dubbo, dopo 6 ore di viaggio attraverso gli altipiani africani, i grandi laghi e le distese verdi della Rift Valley.

Attesa per servizio...
Eccoci finalmente a Dubbo, arrivati dopo 6 ore di viaggio attraverso gli altipiani africani, passando attraverso i grandi laghi e le distese verdi della Rift Valley. Stracolmi dei nostri bagagli nella jeep, con Miriam che tiene stretti i bambini e le nostre cose stivate fino al tetto, negli ultimi 100 Km di pista sterrata. Io devo continuamente badare all'autista perché non freni improvvisamente scaraventando i pacchi addosso ai bimbi. Bimbi che sono stati bravissimi e pazienti durante la lunga giornata del trasferimento da Wolisso ad Addis e nel viaggio fino a Dubbo.

La zona è splendida, verdissima, la nostra casa è bella con un grande spazio verde sul davanti dove i piccoli possono correre liberi. Abbiamo passato la prima giornata a riordinare le cose e a cambiare posto all’arredamento perché non vi aveva mai abitato una famiglia numerosa con bimbi piccoli.

Ora è gia' tutto confortevole, abbiamo gli spazi necessari per contenere le giornate di pioggia, anche se qui il clima è più bello che a Wolisso. Davanti a noi lo spazio verdissimo della cittadina di Areka con la sua vallata e le montagne che si invettano fino ai 2500 mt.

L’ospedale, aperto 5 anni fa, ha l’impronta di una clinica pediatrica con bambini ammassati anche sui corridoi sulle panchine; è il periodo della malaria ed i molti casi meritevoli di ricovero stipano tutte gli spazi dell’ospedale. Per fare posto alla Medicina per gli adulti si è utilizzata anche la Meeting room che con il suo grande tavolone ovale serviva per potere sedere comodamente alla mattina per relazionarci sui casi clinici ricoverati il giorno precedente o meritevoli di discussione collegiale.

Sto ancora analizzando la situazione, ascoltando quello che ha da dire e raccontare sister John Giani l’amministratrice cabriniana di origine newyorkese. Una donna intelligente, saggia e modesta. Insomma lei è nata come suora, ha aperto con altre 3 sisters la missione sopra l’ospedale e ha creato un asilo enorme con un parco da favola in cui vanno 400 bambini ogni giorno, dove si fa scuola anche agli analfabeti più grandi, educazione igienico-sanitaria di base alle mamme e alle bambine; saranno loro che potranno migliorare le condizioni di vita dei loro figli. A Miriam è già stato chiesto di dare una mano. Le sisters hanno scavato un pozzo di 144 mt. e distribuiscono l’acqua potabile attraverso 4 rubinetti alla popolazione, aprendo il cancello la mattina a centinaia di persone. Sono state loro a gestire il primo healt center con Mother and Children Healt (salute materno-infantile) della zona fino a pochi anni fa; distribuivano cibo attraverso le inferriate per non venire assalite dalla gente che accorreva per mangiare, per partorire e anche per morire davanti alla fatiscente costruzione. Oggi invece dietro al convento un grande e rigoglioso orto in cui anche a noi è permesso attingere a verdure di prima qualità. Dall’altra parte c'è il convento dei padri cappuccini con le stalle da cui arriva ogni giorno il latte fresco per Paolo e Laura; in mezzo la costruzione della grande chiesa dove la domenica alle 10.30 inizia una bellissima messa cantata in wolaytina, con un coro con tastiera elettronica, tamburi e cembali. Nulla da invidiare al coro Osanna, anche perché durante il canto 500 persone cantano battendo le mani al ritmo della musica; una partecipazione che mi emoziona sempre, come in Tanzania, vedere la fede di chi non ha nulla e pensare alle nostre brulle cerimonie. Oggi c’era una lettura di Matteo che era proprio appropriata per l'inizio del nostro impegno nel Boloso Sore. Dopo l’omelia è entrata una bambina col suo papà, sister Maria Regina ci ha detto che è partita all’alba e si è fatta 10 km a piedi per assistere alla messa…Cominciamo così la nostra avventura nel profondo sud del mondo, nel migliore dei modi vorrei dire, perché per ora abbiamo tutte le condizioni per stare bene.


 

Wednesday, Juni, 15, 2005

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