" Conversazioni " gennaio 2006
Dopo molte settimane di interruzione siamo finalmente riusciti a ristabilire la connessione telefonica a Internet anche se intanto anche il satellitare non va da oltre un mese... e ne aproffitto subito per darvi alcune brevi notizie sulla situazione sul campo qui a Dubbo Ethiopia.
E' arrivata una epidemia meningite: e’ scoppiata verso I primi giorni di gennaio con alcuni casi arrivati dal Gamo Goffa, regione a 250 km a sud di Dubbo. Sono arrivati 7 casi in due nuclei familiari, ci riferivano anche di alcuni morti nella zona ma le notizie erano confuse. Fortunatamente ci siamo comunque allertati e purtroppo verso il 13 gennaio e’ scoppiata l’epidemia anche nel Bolosso Sore con 2 casi di bambini morti ( a contatto con altri alunni della grande scuola) ad Areka. Subito abbiamo ricoverato 27 casi in 2 giorni, quindi altri 7/10 casi ogni giorno per una settimana (piu’ di 60 casi critici ricoverati), abbiamo predisposto l’isolamento assoluto di alcuni reparti e tenuto per quanto possible I parenti fuori dall’ospedale.

Come da protocollo abbiamo dato la profilassi al nostro personale, avvisato il governo che prendesse subito seri provvedimenti ed eseguito la puntura lombare a tutti I pazienti per identificare il batterio che si e’ rivelato un meningococco di tipo B, tipico in questo Paese ( da noi le meningitis sono dovute sopratutto all’Hemophilus). Nessuno dei pazienti e’ deceduto, 4 hanno avuto complicanze neurologiche ma purtroppo, fuori dalla nostra portata, nel Bolosso ci sono stati piu’ di 50 morti e l’epidemia colpisce anche le regioni vicine.
Il governo ha inziato subito la campagna vaccinale, a dire il vero con molta confusione perche’ la gente non capendo cosa fare faceva vaccinare le categorie piu’ forti (adulti e anziani maschi) mentre invece andavano vaccinati bambini e giovani essendo la fascia a maggior rischio quella che va dai 2 fino ai 25 anni. Ho seguito personalmente giorno e notte tutti I ricoveri e siamo riusciti ad contenere l’epidemia lanciando messaggi continui anche alla popolazione tramite le unita’ che escono sul territorio. Siamo subito andati ad Awasa a procurarci I farmaci, da farmacie private: il Governo non ci ha fornito nemmeno una siringa, solo lunghi meeting in cui si parlava di protocolli e procedure che noi abbiamo attuatato rigorosamente.
Il personale ospedaliero e’ stato tutto vaccinato e nessuno di loro ha avuto alcun sintomo. Avevamo un po’ di paura per i più piccoli e con loro anche mio figlio, il piccolo Davide, che per l’eta’ non sono e non possono essre ancora vaccinati. Attualmente abbiamo solo 7 casi ricoverati e anche I numeri sul terrritorio sono nettamente calati. Ma non abbassiamo ancora la guardia.

L’ospedale e’ in fase di ritinteggiatura totale, necessaria per la sporcizia delle pareti che c’e’ in alcuni reparti.
L’ospite del mese e’ stato Luca Girardi di Mezzolombardo, un elettricista che ha preparato tutta la linea telefonica interna dei vari reparti e che ha riparato tutte le connessioni elettriche dismesse o rotte e pericolose, numerosi macchinari tecnici che avevamo messo da parte perche’ non funzionanti e revisionato tutte le apparecchiature di sala operatoria e di ostetricia-ginecologia.
Un grande lavoro che lo ha impegnato continuamente ma per ora abbiamo rimesso in sesto le apparecchiature. Qui non esistono tecnici mautentori e l’ospedale invece ne ha continuamente bisogno. Parecchi macchinari sono stati importati dall’Italia ma mancano pezzi di ricambio e controlli periodici. Benvenuti in Etiopia quindi tutti I manutentori che avessero voglia di venirci a trovare. Un grazie sentito al nostro eccezionale Luca, alla sua prima esperienza africana.
posted by Dottor Mario Battocletti @ 23:11 PM
