Un Ospedale in terra d'Africa...

small general hospital dubbo - ethiopia -
Dopo la fine delle grandi piogge, quest’anno veramente intense ma ottime per i raccolti del teff e del grano nel Wolayta a fine settembre siamo stati invitati alla grande cerimonia etiope del Meskel ovvero il giorno del ritrovamento della vera croce, come da tradizione millenaria. Le piogge hanno tenuto e tengono fino ad oggi fortunatamente lontana la pandemia di malaria verificatasi lo scorso anno con numero dei casi nettamente ridotto, anche se la malattia, soprattutto nei bambini e per il solito problema del ritardo diagnostico, rimane il problema principale da gestire. DA settembre è perfettamente in funzione l’ambulatorio di counselling ( = consulto, il nostro consultorio) per le persone sospette di essere affette da AIDS con un colloquio preliminare informativo tenuto da un infermiere specializzato, successivo test per HIV ed eventuale distribuzione della terapia antiretrovirale. (segue)

Il dottor Mario Battocletti ci scrive che verso fine settembre è pervenuta la proposta di preparare un progetto ortopedico per sostenere una necessità urgente di un ospedale in un altro paese dell’Africa, la Tanzania. Sulla scorta di quanto organizzato a Dubbo, cioè un servizio ortopedico di primo – secondo livello, sarebbe necessario sostenere un ospedale governativo di riferimento ad Iringa, nel centro della Tanzania. La zona è totalmente carente di qualsiasi servizio o competenza e un gruppo di chirurghi dell’ospedale di Vicenza ha chiesto la collaborazione di Medici con l’Africa CUAMM per studiare un progetto ad hoc per la zona; afferenti a tale servizio ci sono tre ospedali distrettuali di Medici con l’Africa CUAMM. Il dottore è stato interessato allo svolgimento del progetto che necessita praticamente di tutto in una zona dove la disabilità non ha nessun tipo di speranza, mancando qualsiasi presidio ortopedico, fisioterapico – riabilitativo e protesico. Un grosso impegno anche in termini di costi che però l’Ospedale di Vicenza si è reso disponibile a sostenere inviando i materiali e le attrezzature necessarie a far partire il reparto. 
























