december, 2005

Sei mesi a Dubbo. Una prima analisi sul contesto e i bisogni


Analisi del contesto di azione

All’inizio del 2005 mi viene chiesto di garantire la presenza continuativa della direzione sanitaria e della chirurgia. L’ospedale intanto è cresciuto, sulla carta presenta 65 posti letto (ma effettivi sono spesso più di 90) e alla fine del 2004 sono più di 23.000 le visite effettuate in OPD, 3500 i ricoveri e tre medici etiopi in servizio. Funzionanti un reparto di pediatria con reparto malnutriti in costruzione, ostetricia e ginecologia, chirurgia e medicina. A fine novembre 2005 le visite ambulatoriali sono già 25173 ed i ricoveri 5654.

Da dove si parte nella gestione di un ospedale in zona rurale? Dalla conoscenza del contesto nazionale, quindi regionale e territoriale in cui si opera, dall’analisi dei dati disponibili, dalla conoscenza diretta della situazione socio-economica della zona, nel nostro caso del Bolosso Sore. Le numerose uscite sul territorio circa dopo 2 mesi dall’arrivo sono state importanti per rendermi conto dell’estrema povertà e sovrappopolazione della zona, con la più alta densità del Paese. Inoltre sebbene siano numerosi gli healt post e centers presenti ho verificato la completa mancanza di attrezzature sanitarie anche di base ed il basso livello di preparazione degli healts workers. Tutto questo ha un forte impatto sulla ricaduta dei pazienti nell’ospedale; anche la funzione dell’MCH non riesce a ridurre l’alto tasso di mortalità materno-infantile della zona e ad evitare che l’ospedale incassi il duro prezzo delle numerose complicanze ostetrico-ginecologiche dovute all’assente o ritardata diagnosi. L’ospedale inoltre manca di strategie e azione programmatiche a lungo termine, fatto dovuto probabilmente all’ inaspettata e continua crescita dell’utilizzo della struttura nonché all’ aumento anche extrastagionale delle epidemie di malaria.



Bisogni e priorità

La adeguata manutenzione e la capacità di controllare lo sviluppo strutturale dell’ospedale, in forte crescita di utilizzo come è rilevabile dai dati allegati sono stati i primi fattori da tenere in considerazione. In questo momento l’accessibilità alla struttura è garantita dal costante monitoraggio delle singole prestazioni,essendo questa ancora una fase di transizione verso l’introduzione di fees che molta gente di questa poverissima zona fa fatica a pagare. Questa è la priorità. Esiste un fondo che consente l’accesso e il pagamento delle prestazioni ai bambini sotto i 5 anni e alle gravide residenti nel Bolosso; ma non è sufficiente. Molti pazienti si rivolgono alla struttura anche dalle zone limitrofe in mancanza di qualsiasi struttura governativa adeguata; la riconosciuta bontà delle prestazioni sopratutto del reparto di pediatria spinge molte famiglie ad affrontare lunghi viaggi per ottenere il ricovero. Come direzione sanitaria stiamo quindi cercando di espandere l’acessibilità anche extra-Bolosso almeno a queste due categorie di persone.

Il momento storico, socio-economico del paese rendono ulteriormente difficile la valutazione di molti fattori in via di continuo cambiamento. Una grossa arteria stradale sta mettendo in comunicazione la zona con le adiacenti città di Soddo e Hosanna; accanto ad essa si sta sviluppando la cittadina sottostante di Areka che cresce ogni giorno dal punto di vista commerciale; i servizi di comunicazione telefonica stanno facendo passi maggiori della strada con l’arrivo addirittura della telefonia cellulare. Questo come primo impatto fa lievitare i prezzi dei generi trasportabili che intanto cominciano ad arrivare e dei prezzi di terreni edificabili e affitti delle abitazioni dovute al trasferimento di singoli e famiglie dalle zone più interne, personale dell’ospedale compreso (attualmente di circa 115 persone). Inoltre stanno aumentando i casi di traumatologia ortopedica e oltre a non avere una adeguata attrezzatura sia chirurgica che di presidi ortopedici non abbiamo la possibilità di garantire una riabilitazione.

Infermieri e tecnici vengono formati ormai da numerose scuole private, sorte con rapidità nelle maggiori cittadine dell’Etiopia. La cronica penuria di personale dei primi anni di attività dell’Ospedale è repentinamente mutata in continue richieste di assunzione e numerosa partecipazione ai concorsi interni che dobbiamo bandire anche per il flusso di licenziamenti per trasferimento in altre sedi più appetibili. Il livello di preparazione tra l’altro è diverso tra le scuole governative e quelle private; queste ultime, sorte da poco, presentano ancora un discutibile training pratico dovendosi appoggiare comunque ad ospedali come il nostro per la parte del tirocinio. Quindi un momento di facile reperimento di personale, di difficile valutazione della sua preparazione, nella necessità di dover sostituire ed ampliare l’organico in una struttura a crescita esponenziale ed in una zona dove il costo della vita sta aumentando.

Nel contrasto sta la popolazione rurale della zona, densissima, poverissima e dedita all’agricoltura e pastorizia di pura sussistenza, in completa mancanza di risorse di altro genere e di qualsiasi programma governativo di sostegno, esposta alla fobia delle carestie che si susseguono ormai a periodi molto ravvicinati. Questo quadro così complesso rende difficile avere una linea di condotta gestionale dell’ospedale senza pensare ad una programmazione manageriale della struttura in base a dati oggettivi quantificabili; non sappiamo quello che può succedere con epidemie di malaria sempre più falcidianti e con la percentuale di sieropositivi in forte crescita percentuale, con il governo che non ci fornisce, come da agreement, i farmaci necessari ma che si rende conto che l’Ospedale sta servendo bene una zona vastissima.

 

 

Wednesday, december, 15, 2005

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