Settembre 2008

Africa, Tanzania, un altro progetto del dott.Battocletti è concluso e Medici con l’Africa CUAMM lascia temporaneamente la regione di Iringa.

il dott. Battocletti

Il DR. MARIO BATTOCLETTI CON UNA PICCOLA PAZIENTE

Il dott. Battocletti racconta: "Due mesi di intenso lavoro con numerosi impegni per terminare la formazione del personale dell’Ospedale di Iringa, per consegnare un paio di scarpe con cui provare a camminare da soli senza il supporto di Medici con l’Africa CUAMM che lascia temporaneamente la regione di Iringa. Ci sono comunque buone prospettive per tornare qui tra qualche mese, probabilmente verso la metà dell’anno prossimo a continuare a lavorare con il popolo tanzano. A fine luglio inoltre abbiamo avuto la possibilità di sposare il lavoro chirurgico di Iringa con quello di Dubbo grazie all’arrivo e alla presenza per tutto il mese di agosto del dottor Sisay Dibaba che ha lasciato l’ospedale etiope per venire a fare un training ortopedico in Tanzania. . "  segue...

ottobre, 2007

Ospedale regionale di Iringa - Tanzania -


Staff di Tosa che ha lavorato con me, Elfi una
Il DR. Mario CON LO STAFF dell'OSPEDALE di TOSA   
L’ospedale governativo di Iringa si trova a poche centinaia di metri dalla nostra casa ed e’ una struttura abbastanza recente con circa 400 posti letto. Dovrebbe essere un così detto ospedale di Riferimento in cui i piu’ piccoli ospedali missionari della zona (di cui 4 sono supportati da progetti dei medici con l’Africa CUAMM nel così detto “Progetto 4 aree”) riferiscono appunto i casi piu’ complessi. In realta’ la struttura non ha nemmeno i requisiti minimi per svolgere attivita’ per la popolazione della citta’ e prima periferia: da circa 2 anni e’ quindi attivo un progetto portato avanti dalla Regione Veneto ed in particolare dall’Ospedale s. Bortolo di Vicenza per supportare le attivita’ dell’ospedale.
In primis e’ stato ristrutturato il fatiscente blocco operatorio con risanamento degli stabili, quindi riattrezzato con le sale operatorie con i macchinari di base per anestesia, chirurgia, ginecologia ed ortopedia. E’ stata inoltre preparata una moderna centrale di sterilizzazione che serve tutto l’ospedale e quindi inviati a turno di alcuni mesi alcuni medici chirurghi di Vicenza per sostenere l’intensa attivita’. Fin dalle prime ore del mattino centinaia di persone attendono l’apertura dei cancelli, con bambini, cesti pieni di cibo, vestiti di ricambio per i malati. Il dipsrtimento per gli outpatients e’ gremito di persone che attendono con pazienza il turno per la visita o per la dispensazione dei farmaci. C’e’ un reparto per la pediatria molto sporco e tenuto male, sul quale prossimamente e’ necessario darsi da fare per apportare migliorie: un grande reparto di maternita’ (qui , a dispetto del 2% dell’Etiopia, piu’ del 35% delle donne partorisce in ospedale), il reparto di medicina dove piu’ del 50% dei pazienti sono affetti da AIDS conclamata o in fase terminale. E poi la chirurgia generale con il neo annesso reparto di ortopedia. Ci sono inoltre servizi come la psichiatria, oculistica con la possibilita’ di interventi di cataratta, uno studio dentistico per riparazioni ed estrazioni e una fisioterapia di base: all’esterno vi e’ un grande stabile per accogliere le gravide in attesa di parto, costruito dal CUAMM e ceduto ora in gestione all’ospedale (con i relativi problemi di manutenzione locale, lasciata un po’ andare). Medici con l’Africa CUAMM sta ora preparando un secondo stabile per accogliere i malati di AIDS (sopratutto donne e bambini) riferiti dalle periferie che hanno bisogno di cure e sollievo per questa terribile piaga che sta affliggendo tutta l’Africa ma la Tanzania in particolare: in certe aree rurali qui vicino si stima infetta piu’ del 35% della popolazione.
Da Ikonda, una missione a circa 4 ore di strada da qui si sta inoltre trasferendo la scuola per tecnici di laboratorio che verra’ integrata nei locali dell’ospedale, in fase di rinnovo (sempre con sponsor la Regione Veneto) e gestita da padre Dutto della Consolata, un illustre biologo locale che da anni si sta occupando di formazione di laboratori e che ora e’ stato riconosciuto ed integrato nell’Universita’ Tanzaniana di Iringa, dove a settembre verra’ trasferita la sede.

Molti sono i medici italiani che sono e sono stati qui a portare il loro valido contributo. C'e' qui anche Adriano bertoldi ex medico CUAMM e presidente del CUAMM Trentino con la moglie Marina pediatra e non posso dimenticare tra gli ultimi arrivi il prezioso aiuto dell'anestesista Atonio Sattin o la presenza veramente importante per il lavoro di Iringa di Dino Tosetto.

Medici con l’Africa è presente in Tanzania dalla fine degli anni ’60. Dopo il 1980 i progetti di cooperazione hanno interessato soprattutto le strutture governative, in diverse aree del paese. Attualmente sono concentrati nelle regioni di Dar es Salaam e di Iringa, con rinnovata attenzione ai servizi sanitari e sociali della Chiesa.

Ospedale Tanzania

  Il dottor Kosuma in sala operatoria

Reparto di Chirurgia generale

Il reparto conta circa 40 posti letto disponibili, suddivisi tra chirurgia generale ed ortopedia. Il primario e’ il dottor Koshuma con cui hanno collaborato gia’ alcuni medici italiani nella prima fase del progetto. E’ aiutato da un Clinical Officer, il dr. Charles che dovra’ affiancarmi in questa prima fase per allestire la sala gessi, preparare la sala operatoria (che abbiamo gia’ sistemato dal punto di vista tecnico con Roberto Andriolo, tecnico di radiologia in pensione che si occupa di allestire i macchinari vari negli ospedali in paesi in via di sviluppo) con le strumentazioni adeguate e ovviamente cercare di imparare il lavoro: sara’ infatti lui che si occupera’, si spera, di portare avanti l’ortopedia.
C’e’ inoltre un bilocale, a dire il vero molto angusto, in cui e’ possibile fare la fisioterapia di base e un obiettivo e’ anche quello di rendere tale servizio piu’ funzionale, trasportandolo in uno stabile piu’ adeguato e renderlo accessibile a tutti i pazienti esterni provenienti dalla regione.
Il lavoro in questi giorni e’ ovviamente intenso, un solo chirurgo con un clinical officer non sono assolutamente sufficienti a sostenere l’intenso lavoro tenuto conto anche delle turnazioni notturne e dei fine settimana. Abbiamo inoltre organizzato l’ambulatorio per le visite esterne ma anche qui e’ necessario venire affiancati almeno da due infermieri a cui fare eseguire un “training on the job”, ovvero un corso accelerato durante l’attivita’ lavorativa affinche’ si rendano al piu’ presto autonomi almeno per la preparazione di apparecchi gessati.



Febbraio, 2007

Il dott. Mario e famiglia sono in Tanzania.

tanzania

Eccoci arrivati da alcune settimane ad Iringa, dopo 450 km di viaggio attraverso I suggestivi paesaggi del parco nazionale del Mikumi dove, gia, lungo il percorso, abbiamo incontrato elefanti e giraffe a sbarrarci la strada, gazzelle e gruppi di babbuini alla ricerca di cibo. Lungo la Tanzam si arriva quindi ad incontrare la parte meridionale della Tanzania il cui primo insediamento e’ proprio la citta’ di Iringa. La città sorge su un altipiano a 1600 mt, al centro di una regione con colline aspre e di scarsa vegetazione, disseminate di massi granitici erosi dal tempo e ricoperti da foresta antica. Attorno alla citta’ dispersi sulle colline vi sono ancora i siti d’importanza storica della lunga e per molti anni riuscita resistenza contro i colonialisti tedeschi alla fine del XIX secolo. Gli abitanti della regione, censiti nel 2001 in 490.000 sono disseminati in vari villaggi e sono di etnia bantu mentre in citta’ transitano i pastori nomadi Masai, che utilizzano le strutture ospedaliere del governo o missionarie per curarsi.

iringa

La citta’ e’ sovrastata da una enorme roccia granitica dalla sfumatura ferrosa arancione, caratteristica della zona, chiamata Gangilonga Rock, dove si dice che il capo Mkawa della tribu’ locale degli Hehe (la grande e potente tribu’ che riuniva alla fine dell’800 tutte le etnie della regione) venisse a meditare. Alla fine di tale secolo egli sconfisse la guarnigione tedesca insediatasi proprio ad Iringa e qui persero la vita, nelle battaglie per respingere l’occupazione, moltii giovani africani e soldati ed ufficiali tedeschi.Tanzania elefanti
La nostra abitazione e’ situata proprio sotto questa enorme roccia che in lingua kihehe significa “pietra parlante” e allude a una leggenda secondo la quale il fischio emesso dal vento che la sera soffia nella sua direzione fosse stato interpretato come voce e consiglio dal capo Mkawa. La lingua parlata dalla gente e’ il kiswahili, comune ormai a molte regioni della africa dell’est anche se molte persone parlano inglese, altra lingua ufficiale dello stato tanzanense.

La situazione generale che vediamo intorno a noi non è molto confortante: la Tanzania, nonostante si trovi ancora agli ultimi posti nelle graduatorie mondiali per reddito e condizioni di vita, non è più al centro dell’attenzione delle Agenzie internazionali.

Guarda la mappa di Iringa in Tanzania sulle pagine di Google.


Febbraio, 11, 2007

Appunti di storia della Tanzania

tanzania

Nella seconda meta’ del secolo XIX le regioni interne della Tanzania attraversarono un periodo di grande caos. Le incursioni dei mercanti arabi di schiavi provenienti dalla costa avevano rotto l’equilibrio tra le varie tribu’ e clan, e continuò un periodo di incertezze e inenarrabili sofferenze. L'affermarsi del capo delle tribù degli Hehe Mkwawa, che nel 1889 aveva unificato con la forza o la diplomazia oltre cento clan e tribu’ minori, consenti’ di fermare l’inesorabile avanzata verso sud dei guerrieri Masai. Mkwawa divenne anche una minaccia per per il controllo arabo sulle lucrative rotte carovaniere degli schiavi e dell’avorio che attraversavano il suo territorio, anche se il declino del potere arabo significo’ la resa dei conti non tanto nei confronti dei sultani di Zanzibar, l’isola adiacente alla Tanzania in cui gli schiavi venivano confinati in attesa di deportazione, quanto contro la macchina da guerra dei coloni tedeschi. In un primo momento Mkwawa tento’ di venire a patto con i tedeschi ma davanti al loro rifiuto si venne alle armi. Il 17 agosto del 1891, un anno dopo l’insediamento delle truppe germaniche ad Iringa, le truppe del capo Mkwawa circondarono e fecero cadere in un’imboscata le truppe tedesche nella zona d est della citta’, uccidendo circa 500 soldati e si impadronirono di una grande quantitativo’ di armi da fuoco e munizioni. Ritiratosi nella zona di Tosamganga egli si organizzo’ in una speci di citta’ fortificata e forte del supporto di tutta la popolazione resistette ai contrattacchi per quattro anni fino a quando il 30 ottobre del 1894 i tedeschi guidati da Tom von Prince accerchiarono e conquistarono l’insediamento sequestrando tutte le ricchezze del sovrano. Fuggito nelle foreste Mkwawa riusci’ per alcuni anni ad organizzare la guerriglia contro i coloni finche’ non fu tradito, catturato, e durante la prigionia si tolse la vita. Il suo cranio fu addirittura mandato a Berlino (e poi restituito al governo tanzanense) come prova della vittoria in una zona difficilissima per la colonizzazione tedesca. La successiva pace fu comunque di breve durata: sette anni piu’ tardi scoppio’ l’insurrezione della tribu’ Maji Maji e due anni dopo i tedeschi furono costretti alla resa.

La Tanzania in breve dal sito ufficiale del Governo

posted by Medici con l'Africa @ 10.11 AM  

febbraio 2008

Stefy e Gil, una testimonianza dalla Tanzania

Silvia Roncador

Sono atterrata a Dar es Salaam e sono subito saltata su un autobus per raggiungere Iringa, cittadina della Tanzania sud occidentale. Attraversando la città, seppur su un autobus, seppur di sfuggita, saltano subito all’occhio i problemi dell’Africa, problemi ormai noti a tutti, come la fame, la miseria e le malattie. Ma accorgersi dei problemi è poco, anzi è niente. È come dire che ti fa mal di denti ma non sai come fare per fartelo passare e mentre ci pensi l’ascesso aumenta.

è incredibile la forza che hanno le persone qui” mi dice Mario tra un parto e un altro mentre facciamo visita all’ospedale dove opera. Mario, detta in parole semplici, oltre a fare il chirurgo generale, il ginecologo e l’ostetrico, “rompe” con appositi scalpelli le ossa delle gambe a tutte quelle persone che hanno delle malformazioni perlopiù congenite (come ad esempio i piedi torti) per poterle poi riposizionare in modo corretto (con apposite tecniche e complesse strumentazioni) e permettene la ricalcificazione.

 Ed ecco che arriva il primo pensiero da brava turista… “Ma con tutti i problemi che ci sono in Africa mandano un medico a fare l’ortopedico?”.   (segue)

Gennaio 2008

Miriam e i colori della Tanzania

La creazione dei Batik

La Tanzania con i suoi colori e le tradizioni artistiche dei Masai sono un'ispirazione continua per creare e realizzare tessuti bellissimi. La tecnica del batik per la colorazione e la decorazione dei tessuti naturali è conosciuta e usata in Africa fino dall’antichità e quella realizzata dalle ragazze Masai è quella  tradizionale a cera calda. Le stoffe vengono dipinte a semplici motivi ornamentali con la cera calda che raffreddandosi impregna le fibre del tessuto impermeabilizzando la zona dipinta, successivamente si procede con la tintura delle stoffe immergendole in un bagno di colori per batik.

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Scrivi alla nuova gestione per ordinare i batik
E-MAIL: aziendina.raggiodiluce@gmail.com




Wednesday, Juni, 15, 2005

Dottor Mario:  perché io e Miriam siamo qui

Foto Ospedale


La nostra decisione nasce da un mio desiderio, dopo essere sato in Tanzania nel 1987 da studente di medicina. Miriam ha subito condiviso la scelta che si è dovuta concretizzare nel tempo attraverso le varie vicissitudini e forse casualità della nostra vita. Il percorso ha visto una prima tappa nell'esperienza in Uganda presso il Mengo Hospital di Kampala e le giornate vissute con Fulvio e Babette Franceschi, lui chirurgo ortopedico e lei economista, cooperanti in Africa da molti anni. Loro hanno 4 figli e ci hanno fatto da specchio: abbiamo toccato con mano che era possibile, abbiamo conosciuto molte famiglie espatriate con cui ci siamo confrontati.
Quello che ci ha poi fatto prendere la prima decisione di partire per l'Ethiopia e ci ha permesso di dare forma al nostro progetto è stato il percorso intensivo e tecnicamente molto esaustivo fatto con il corso di formazione dei "Medici con l'Africa - CUAMM ".
La permanenza in Ethiopia nel 2005/2006 presso l'ospedale di Dubbo, la profondità dell'esperienza, l'incoraggiamento di tutti i nostri sostenitori in Trentino ed in tutta Italia, ci hanno spinto ad accettare un nuovo impegno in Tanzania nella zona di Iringa.
I risultati raggiunti nell'intervento di organizzazione dell'ospedale di Dubbo e più in generale nell'aiuto sanitario che è stato possibile dare alle popolazioni etiopi del Bolosso Sore ci fanno ben sperare per le nuove difficoltà che stiamo ora affrontando a Iringa.

Venite a trovarci in Africa

bambini
Un viaggio importante che non è una vacanza.
Sarete ben accetti se avvisate in tempo ed in particolare solo per l'aiuto in quello che sapete fare: attività sanitarie, attività tecniche, aiuto finanziario, ecc...

Un impegno per chi vuole avvicinarsi a prezzo di sacrificio, impegno di aiuto, autonomia finanziaria e operativa. Noi possiamo aiutare con le indicazioni fondamentali sul come comportarsi, come vestire, cosa portare, come eventualmente vaccinarsi. In luogo è possibile trovare, con spesa moderata, una guida che vi accompagnerà, se lo vorrete, dall'arrivo all'aeroporto fino al vostro ritorno.

Scrivete a miriam@occhiperlafrica.org per saperne di più.

Noi crediamo che anche una breve esperienza diretta e che si concreta in un aiuto diretto, diversa dal solito turismo passivo, possa aiutarci tutti a capire meglio come migliorare davvero e in modo duraturo la condizione sanitaria delle popolazioni che gravitano sull'area di Iringa.

Informazioni in Italia

Referente in Italia: Claudia Paternoster  Telefono: 348/7438606
Scrivete a Claudia:  claudia@occhiperlafrica.org

 

Wednesday, Juni, 15, 2006

Scriveteci

Aspettiamo le vostre e-mail. Chiedeteci notizie di noi e della gente di qua, mandateci notizie di voi. Cerchiamo sempre di rispondere a tutti appena possibile.


L'indirizzo e-mail del dr.Mario  è: mario@occhiperlafrica.org
L'indirizzo e-mail di   Miriam    è: miriam@occhiperlafrica.org

posted by Dr. Mario Battocletti @ 9:00 PM

Wednesday, Juni, 15, 2006

Sostenere l'Ospedale


La Clinica di Dubbo in Ethiopia e l'Ospedale di Iringa in Tanzania sono sostenute dai pagamenti dei pazienti e dalle raccolte di fondi dei donatori.

I nostri non sono progetti "SPOT" con obbiettivi da raggiungere in qualche mese e poi via. Il Cuamm è a Dubbo, a Iringa e in molte altre destinazioni difficili tutto l'anno, anno dopo anno, per intervenire, programmare, fare quel che è possibile fare. Il Dott. Battocletti ha seguito Dubbo in Ethiopia e ora è Iringa in Tanzania.

Il conto corrente bancario in cui potete versare qualunque somma per contribuire a risolvere la grave emergenza sanitaria della zona di Dubbo è intestato: Medici con l’Africa – CUAMM Sezione di Trento -Cassa Rurale di Pergine Valsugana- ABI 08178 CAB 35220 C/C bancario n. 49780
Causale versamento: Ospedale di Iringa - dott. Battocletti.

il conto corrente postale è il numero 27049303 intestato Medici con l’Africa – CUAMM causale versamento: Ospedale di Iringa - dott. Battocletti .

E-MAIL mario@occhiperlafrica.org

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